mercoledì 2 giugno 2010

And the winner is...

Arrivo ultimo, tra gli ultimi, a dire brevemente due parole su come è andata a finire. Parlo dell'Eurofestival, ovviamente. A dire il vero credo di aver detto già fin troppo la volta scorsa, ma mi sembrava comunque doveroso chiudere il discorso. Non tanto per chi ci legge da qui (per loro è impossibile non averlo saputo, in una maniera o nell'altra) ma per coloro che sono stati di grand lunga meno esposti all'evento (c'è ci dice sia un bene): gli italiani.


Ha vinto Lena, la ragazzina tedesca, in testa sin dall'inizio delle votazioni, che ha raccolto consensi in ogni angolo del continente. Aria un pochettino ribelle, da una che non si prende sul serio, un po' guascona (si dice anche delle ragazze? Mah...), è piaciuta un po' ovunque, così tanto che il fenomeno del voto al paese amico o vicino di cui si è già parlato non si è verificato con l'intensità del passato e le preferenze andavano spesso alla canzone tedesca.
Un minimo di pressione è arrivata a un certo punto solo da Danimarca e Turchia, ma niente di che.

La citata Safura, Azerbaijan, finisce solo quinta, abbastanza votata, ma tradita proprio dai paesi dell'ex blocco sovietico che non l'hanno praticamente mai messa nelle prime posizioni.
Imbarazzante ultimo posto per la Gran Bretagna, con pochissimi punti raccolti e dure reazioni dei giornali in patria.

Nonostante dovrei esserci abitutato, rimango sempre più colpito dalla dimensione del fenomeno. Non solo la serata finale è stata seguitissima in tv, con uno share altissimo. Non solo uno dei più grandi stadi di Norvegia era strapieno, ma erano gremite anche intere piazze con megaschermo in giro per l'Europa.
Il collegamento con Amburgo ad esempio, parlava di 70.000 persone riunite a guardarsi la finale in piazza, e dai cappotti visti addosso agli spettatori sembrava facesse anche freschetto.

Noi per una serie di motivi abbiamo visto solo le votazioni, e una volta finito io ho portato Magellano a fare la sua passeggiatina serale.
Non potete immaginare quanti ragazzi ho visto uscire dai palazzi solo allora, dopo che si erano molto probabilmente riuniti in gruppi per guardare il festival insieme. Per strada c'erano diversi taxi in attesa di portare i loro clienti, già alticci ancora prima di cominciare la serata nel club, per una volta in direzione dei locali del centro e non solo a casa dopo averci passato la serata.
Tutta questa agitazione, e si consideri che la Svezia in finale non ci era nemmeno arrivata!

La finale e la vittoria della finale sono stati a lungo gli argomenti di discussione principi in ogni pausa pranzo/caffè/merenda, sia al lavoro che fuori.
Senza parlare di TV e giornali e Internet, che praticamente non hanno discusso di altro.
Uno dei tanti giochini di facebook, in cui bisogna "dare la caccia" ai fantasmi (i.e. cliccare ogni 15 minuti, come in più o meno tutti questi giochi) ha addirittura coniato per l'occasione il fantasma "Satellite", dal nome della canzone vincitrice, disegnato a mo' di caricatura di Lena, con tanto di microfono, pettinatura simile e bandiera tedesca proprio come da lei tenuta durante l'esibizione dopo la vittoria.


Insomma anche quest'anno è fatta. Ora tutti si riposeranno un po' (tranne Lena, immagino) e poi si ripartirà daccapo con le polemiche, i pronostici e le discussioni . Questo pazzo "Sanremone" gigante, non accusa minimamente gli anni, anzi sembra vivo e attivo ora più che mai, con altre nazioni che premono per entrare.

Appuntamento all'anno prossimo, in Germania (dove di preciso non si sa, i vari sindaci hanno appena iniziato a litigare)...


E chi più ne ha, più se la canti...

D

1 commento:

Anonimo ha detto...

Hai visto l'incursione del tipo durante l'esibizione dello spagnolo?
Un mito...
Ciao, mirio